Monza e Brianza: Arma, articolato piano di controlli straordinari per prevenire reati predatori, spaccio di sostanze stupefacenti, tutela sicurezza stradale e contrasto al degrado



Nelle ultime due settimane, in concomitanza con il periodo delle festività pasquali, i Carabinieri del Comando Provinciale di Monza e della Brianza hanno attuato un articolato piano di controlli straordinari sul territorio finalizzato alla prevenzione dei reati predatori, al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, alla tutela della sicurezza stradale e pubblica e al contrasto del degrado urbano.

L’operazione, che ha visto l’impiego coordinato dei militari di tutte le Compagnie dipendenti, ha interessato l’intero territorio provinciale con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione.

In riferimento alle attività investigative condotte a Seveso, i Carabinieri del N.O.R. – Sezione Operativa di Seregno hanno denunciato in stato di libertà un 37enne di origini albanesi e una 55enne italiana, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso. Grazie alla meticolosa analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, i militari hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati per un episodio delittuoso commesso con l’impiego di un coltello e di uno spray urticante.

Per quanto concerne il monitoraggio delle principali arterie stradali, a Lazzate è stato tratto in arresto in flagranza di reato un uomo al termine di un inseguimento iniziato dopo che lo stesso non aveva ottemperato all’alt dei militari. Il soggetto è stato trovato in possesso di 44 grammi di cocaina, già suddivisi in 38 dosi, e di denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita. A Seregno, due giovani sono stati segnalati alla Prefettura poiché trovati in possesso di hashish ed ecstasy, mentre il conducente del veicolo è stato inoltre deferito all’Autorità Giudiziaria per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti tossicologici.

L’attività di vigilanza, estesa ai comuni di Renate, Besana in Brianza, Verano Brianza, Seveso e Meda, ha portato alla segnalazione amministrativa alla Prefettura di ulteriori 13 persone, tra cui un minorenne, per uso personale di stupefacenti. Nel medesimo contesto, 11 soggetti sono stati sanzionati per ubriachezza molesta.

A Carnate, i militari dell’Arma di Vimercate hanno prestato particolare attenzione all’area della stazione ferroviaria e alle zone limitrofe. Con il supporto specialistico del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) di Milano, è stata eseguita l'ispezione di un locale in via Roma, dove sono state riscontrate gravi violazioni inerenti la mancata applicazione delle procedure obbligatorie di autocontrollo in materia agroalimentare. Tali irregolarità hanno comportato l’irrogazione di una sanzione di 2.000 euro e l’immediata sospensione dell’attività commerciale. Nello stesso comune, è stato deferito in stato di libertà un 48enne che si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti tecnici per la verifica dello stato di alterazione alla guida. Contestualmente, i Carabinieri sono intervenuti presso un’abitazione a seguito di una segnalazione per danneggiamento, traendo in arresto in flagranza per resistenza a Pubblico Ufficiale un uomo in forte stato di agitazione che si era scagliato contro gli operanti.


Sala Stampa

Comando Provinciale Carabinieri Monza Brianza

Complessivamente, il dispositivo messo in campo dall'Arma ha permesso di identificare oltre 5.000

persone e sottoporre a controllo 2.888 veicoli, portando ai seguenti risultati:

• la contestazione di 196 violazioni al Codice della Strada;

• il sequestro o fermo amministrativo di 9 autovetture e 5 motoveicoli, provvedimenti adottati

principalmente per la mancanza di copertura assicurativa obbligatoria o per condotte di guida sotto

l’influenza di alcol;

• il ritiro di 10 patenti di guida, eseguito nei casi di guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di sostanze

stupefacenti o a seguito del rifiuto di sottoporsi ai relativi accertamenti tecnici;

• il rinvenimento di 9 veicoli provento di furto.

Si precisa che le persone indagate sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di

condanna.


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